La cianotipia, inventata nel XIX secolo e celebre per il suo intenso colore blu, trova nelle mani di Annalise Neil una nuova interpretazione. Negli ultimi anni l'artista, che abbiamo già conosciuto, ha iniziato a sperimentare con pigmenti ricavati da elementi naturali come foglie di fragola selvatica, galle di quercia, foglie di nespolo e castagno. Questi ingredienti modificano le tonalità tradizionali della tecnica, introducendo sfumature seppia, marroni e violacee che evocano antichi erbari, mappe consumate dal tempo o reperti provenienti da collezioni scientifiche ottocentesche.
Neil afferma che la materia è memoria e la memoria è un mezzo espressivo, questa l'essenza di una ricerca che si muove tra arte, natura e tempo. Le sue opere, realizzate principalmente attraverso la tecnica della cianotipia e successivamente arricchite con acquerelli e tinture naturali, sembrano emergere da un archivio segreto del mondo vivente, dove animali, funghi, conchiglie, piante e reperti geologici diventano tracce di una storia più ampia che riguarda il rapporto tra l'essere umano e l'ambiente.
Il processo creativo di Neil è profondamente radicato nell'osservazione diretta del paesaggio. Le sue opere nascono da lunghe camminate, dall'esplorazione di boschi, prati e ambienti naturali, come viene raccontato da Colossal. Fotografa uccelli, mammiferi, insetti, piante e formazioni geologiche, catturando quello che definisce un breve frammento della loro esistenza. Queste immagini vengono poi trasformate in negativi e successivamente in cianotipie, fissando sulla carta una presenza che appartiene già al passato. In questo passaggio la fotografia diventa memoria e la memoria si trasforma in materia visibile.
Le tavole lignee intagliate a mano che sostengono le sue cianotipie rafforzano ulteriormente questa connessione con il mondo materiale. Il supporto stesso diventa parte integrante dell'opera, ricordando che ogni elemento naturale conserva le tracce della propria storia. Un tronco d'albero, una foglia o una pietra non sono semplici oggetti, ma archivi di tempo e di esperienze.
L'arte di Annalise Neil, che si può ammirare anche sul suo profilo Instagram, invita così a rallentare lo sguardo e a riscoprire la meraviglia dell'osservazione. Attraverso la cianotipia, la memoria della materia riaffiora e si offre alla contemplazione, suggerendo una relazione più consapevole e rispettosa con il mondo che ci circonda.




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