domenica 9 agosto 2026

Il vetro prende vita sotto le cloche di Amber Cowan

Swans in Delphite and Rosalene di Amber Cowan
"Swans in Delphite and Rosalene"

Nelle opere di Amber Cowan, il vetro sembra perdere la propria natura rigida e trasformarsi in qualcosa di organico, quasi vivente. Per le sue elaborate composizioni realizzate con la tecnica del flameworking, l'artista statunitense, che abbiamo imparato ad apprezzare in tutti questi anni, compone piccoli universi fantastici nei quali fiori, arabeschi, foglie, animali, filigrane e forme decorative si accumulano fino a creare scenari che sembrano usciti da una fiaba.

Pheasants in Shell di Amber Cowan
"Pheasants in Shell"

Una delle caratteristiche più interessanti del lavoro di Cowan è però la provenienza della materia. L'artista utilizza soprattutto scarti industriali, oggetti antichi, frammenti e vetri fuori produzione. Sono materiali che normalmente appartengono alla categoria degli avanzi, destinati a essere dimenticati o smaltiti. Cowan li recupera invece per trasformarli in qualcosa di completamente nuovo.

Bunny Resting in Chocolate di Amber Cowan
"Bunny Resting in Chocolate"

Questa scelta introduce nella sua arte una dimensione quasi archeologica, come racconta Colossal. I colori e le forme che utilizza appartengono spesso a produzioni del passato e non sono più disponibili sul mercato. Ogni frammento porta quindi con sé una piccola storia industriale, è il residuo di un oggetto che un tempo aveva una funzione, un'estetica e un pubblico. Nelle mani dell'artista, quella storia non viene cancellata, ma incorporata in una nuova narrazione.

Strawberries and Mandarin in Sky di Amber Cowan
"Strawberries and Mandarin in Sky"

Il flameworking permette a Cowan di modellare il vetro direttamente alla fiamma, intervenendo con estrema precisione sulla materia. È un processo lento e manuale che richiede controllo, pazienza e una profonda conoscenza delle reazioni del materiale. Gli elementi vengono poi assemblati in composizioni densissime, nelle quali è spesso difficile distinguere il singolo frammento dall'insieme.

Summer Cloche in Jade di Amber Cowan
"Summer Cloche in Jade"

Recentemente Cowan ha portato questa ricerca anche verso cloche e coupe, contenitori tradizionalmente associati alla conservazione e all'esposizione di oggetti preziosi. Sotto queste campane di vetro le sue composizioni assumono quasi l'aspetto di esemplari da museo o di reliquie provenienti da un mondo immaginario. La cloche diventa contemporaneamente una teca, una protezione e una cornice narrativa. Come si può ammirare sul suo profilo Instagram.

Bittersweet and Lemon di Amber Cowan
"Bittersweet and Lemon"

C'è dunque qualcosa di profondamente poetico nel lavoro di Amber Cowan, ciò che era stato prodotto in serie e poi scartato viene trasformato in un'opera irripetibile. Un frammento dimenticato può diventare un fiore, un fiore può diventare parte di un giardino impossibile e quel giardino può, a sua volta, diventare il frammento di una storia ancora più grande.

lunedì 27 luglio 2026

Saya Irie riutilizza gli scarti delle gomme per cancellare per creare spettacolari sculture di uccelli

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Nel mondo dell'arte gli strumenti hanno spesso un ruolo silenzioso, il pennello, la matita, il foglio, la gomma per cancellare. Quest'ultima è tradizionalmente associata all'errore, alla correzione, a ciò che deve scomparire. L'artista giapponese Saya Irie ribalta completamente questa prospettiva, trasformando gli scarti della cancellazione nella materia prima delle sue opere. Le minuscole briciole lasciate dalla gomma, normalmente destinate al cestino, diventano così il punto di partenza di un processo creativo che riflette sul rapporto tra memoria, distruzione e rinascita.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

La serie Indiana Bird Dust, che si può ammirare anche su Instagram, nasce da un gesto tanto semplice quanto sorprendente. Irie acquista un vecchio libro illustrato dedicato agli uccelli del Midwest americano e, invece di limitarsi a contemplarne le immagini, decide di cancellarle completamente. Le figure bidimensionali scompaiono dalla carta sotto l'azione della gomma, ma la loro "polvere" colorata viene accuratamente raccolta e riutilizzata per ricostruire gli stessi animali sotto forma di minuscole sculture tridimensionali.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Il risultato è un'opera che vive di un affascinante paradosso, per creare è necessario distruggere. Ogni uccello nasce dalla cancellazione della propria immagine originaria, come se il gesto apparentemente irreversibile dell'eliminazione contenesse già il seme di una nuova esistenza. Le sculture riprendono fedelmente colori e caratteristiche degli esemplari illustrati nel libro, ma introducono leggere variazioni: un diverso movimento del corpo, una bacca nel becco, una foglia raccolta durante il volo. Piccoli dettagli che suggeriscono come ogni ricordo, nel momento in cui viene ricostruito, cambi inevitabilmente forma.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Questa riflessione richiama un tema centrale dell'arte contemporanea ovvero il valore della trasformazione. Da Marcel Duchamp agli artisti dell'Arte Povera, fino alle pratiche del riciclo creativo e della sostenibilità, numerosi autori hanno dimostrato che materiali apparentemente privi di valore possono acquisire nuovi significati attraverso il processo artistico. Saya Irie compie un passo ulteriore, perché non recupera semplicemente uno scarto: recupera il residuo di un'immagine cancellata, trasformando la perdita stessa in un atto creativo.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Le sue opere parlano anche del funzionamento della memoria. I ricordi non sono fotografie immutabili, ma immagini che vengono continuamente riscritte ogni volta che le richiamiamo alla mente. Allo stesso modo, gli uccelli di Indiana Bird Dust non sono copie delle illustrazioni originali, bensì nuove interpretazioni nate proprio dalla loro scomparsa. La cancellazione non rappresenta quindi la fine dell'immagine, ma la condizione necessaria affinché possa rinascere in una forma diversa.

sabato 25 luglio 2026

Il Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson si ispira alla posizione del Sole durante il solstizio d'estate

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

L'arte pubblica può trasformare uno spazio urbano in un luogo di contemplazione, di incontro e persino di orientamento. È questa l'idea alla base del Long Daylight Pavilion, l'installazione site-specific realizzata da Olafur Eliasson sul lungomare di Kruunuvuorenranta, a Helsinki. Come molte delle opere dell'artista danese-islandese, il progetto nasce dall'incontro tra fenomeni naturali, percezione umana e architettura, invitando il visitatore a osservare il paesaggio con occhi nuovi.

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

L'opera si ispira alla posizione del Sole durante il solstizio d'estate, un evento particolarmente significativo alle alte latitudini della Finlandia, dove le giornate sembrano non finire mai. Ventiquattro pali metallici, disposti direttamente sulla roccia del waterfront, descrivono l'arco compiuto dal Sole nel cielo di Helsinki: il palo più basso corrisponde al punto in cui l'astro raggiunge la minima altezza, mentre quello più elevato ne indica lo zenit. Insieme, gli elementi formano un grande anello che funziona come una sorta di "compasso solare", capace di rendere visibile un movimento celeste normalmente percepito solo attraverso il trascorrere del tempo.

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

Con il calare della sera, l'installazione cambia volto. All'interno dei pali si accendono lanterne caratterizzate da aperture romboidali che proiettano punti di luce, trasformando la struttura in un segno luminoso visibile dal mare e dalla città. A seconda del punto di osservazione, l'opera appare come una sequenza di ellissi luminose oppure come un unico anello sospeso nello spazio, instaurando un dialogo continuo tra prospettiva, luce e paesaggio.

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

Questo rapporto tra natura e percezione è al centro della ricerca artistica di Olafur Eliasson. Dalle cascate artificiali alle installazioni che utilizzano nebbia, ghiaccio, riflessi e luce, il suo lavoro invita il pubblico a prendere coscienza dei fenomeni naturali e del modo in cui li interpretiamo.

giovedì 23 luglio 2026

Blooms le decorazioni floreali per adulti di Play-Doh

Blooms di Play-Doh

Per oltre settant'anni il Play-Doh di Hasbro è stato sinonimo di creatività infantile, un materiale capace di trasformare l'immaginazione dei bambini in forme, animali e piccoli mondi colorati. Oggi, però, il celebre composto modellabile apre un nuovo capitolo della sua storia rivolgendosi agli adulti con Blooms by Play-Doh, una linea di kit che permette di realizzare eleganti composizioni floreali decorative. È un cambiamento che riflette una tendenza sempre più diffusa, riscoprire il valore del lavoro manuale come strumento di benessere, concentrazione ed espressione personale.

Blooms di Play-Doh

L'idea nasce dalla consapevolezza che la creatività non appartiene soltanto all'infanzia. Anzi, nell'età adulta può diventare un prezioso antidoto alla frenesia quotidiana. Modellare, plasmare e costruire con le proprie mani favorisce uno stato di rilassamento simile alla meditazione che riduce lo stress.

Blooms di Play-Doh

La collezione, come ci mostra My Modern Met, comprende quattro diversi kit pensati per realizzare mazzi di fiori dall'aspetto sorprendentemente realistico. I set più completi consentono di creare fino a venti fiori grazie a strumenti specifici per modellare petali, steli e fogliame, oltre a una particolare pasta profumata ai fiori e a uno spray finale che preserva la forma delle creazioni. I kit più piccoli, invece, offrono tutto il necessario per realizzare composizioni più compatte, accompagnate da istruzioni dettagliate che rendono l'esperienza accessibile anche ai principianti.

Blooms di Play-Doh

L'interesse di questa iniziativa va oltre il semplice hobby. Negli ultimi anni il mercato del cosiddetto creative wellness è cresciuto rapidamente, alimentato dal desiderio di dedicare tempo ad attività manuali come il ricamo, la ceramica, il modellismo, la calligrafia o la pittura. In un'epoca dominata dagli schermi, lavorare con materiali fisici restituisce una dimensione tattile che molti avevano dimenticato.

Blooms di Play-Doh

Anche il design domestico entra in gioco. I bouquet realizzati con Play-Doh non sono pensati come semplici giocattoli, ma come piccoli oggetti decorativi destinati a durare nel tempo, trasformando un'attività creativa in un elemento d'arredo. È un modo originale per coniugare artigianato, decorazione e soddisfazione personale, senza il timore che i fiori appassiscano dopo pochi giorni.

sabato 11 luglio 2026

I tessuti come sculture nelle opere di Susan Maddux

Mantle opera di Susan Maddux
"Mantle"

Esistono artisti che dipingono sulla tela, e altri che trasformano la tela stessa nell'opera. È il caso di Susan Maddux che partendo dalla propria esperienza di designer tessile e da una profonda eredità familiare legata all'arte, ha sviluppato un linguaggio espressivo in cui pittura, scultura e tessuto si fondono in un'unica forma. Le sue creazioni sembrano abiti sospesi nel tempo, superfici che abbandonano la bidimensionalità per acquisire volume, ritmo e presenza fisica.

Flourish opera di Susan Maddux
"Flourish"

L'elemento distintivo del suo lavoro è l'uso della tela piegata, ripiegata e modellata fino a creare grandi composizioni astratte che evocano drappeggi, mantelli e antichi kimono. Non si tratta di semplici richiami estetici. Maddux lascia emergere nella materia una memoria culturale che si manifesta attraverso il gesto e la forma. Le pieghe diventano così un linguaggio silenzioso, capace di raccontare il rapporto tra identità, tradizione e contemporaneità.

Thrum opera di Susan Maddux
"Thrum"

Le sue opere giocano costantemente sul confine tra opposti, morbidezza e rigidità, leggerezza e peso, ordine e spontaneità. Le ampie increspature creano giochi di luce e ombra che cambiano con il punto di osservazione, trasformando ogni lavoro in un'esperienza dinamica. È una pittura senza immagini, ma ricca di presenza fisica e di energia tattile.

Vesper opera di Susan Maddux
"Vesper"

Il lavoro di Susan Maddux si inserisce in una tradizione artistica che negli ultimi decenni ha rivalutato il tessile come linguaggio dell'arte contemporanea, superando la storica distinzione tra arti maggiori e arti applicate. Il tessuto non è più soltanto un materiale funzionale, ma un mezzo espressivo dotato di una propria forza concettuale ed estetica. Le sue pieghe raccontano il tempo, la memoria e il gesto ripetuto dell'artista, trasformando un materiale quotidiano in una presenza monumentale. È un'astrazione che continua a parlare dell'essere umano attraverso ciò che lo avvolge e lo protegge.

Facet opera di Susan Maddux
"Facet"

Osservare le opere di Susan Maddux significa comprendere come la materia possa diventare narrazione. Le sue opere costruiscono spazi di contemplazione in cui ogni piega sembra custodire una memoria, un movimento, un frammento di storia.
Il profilo Instagram di Maddux dove ammirare altre splendide opere.

giovedì 2 luglio 2026

La luce, il cielo e lo spazio si fondono nel centesimo Skyspace di James Turrell

As Seen Below Skyspace di James Turrell

Da oltre mezzo secolo James Turrell invita il pubblico a osservare ciò che normalmente dà per scontato: la luce e il cielo. L'artista statunitense, tra i maggiori esponenti della Light and Space, il movimento artistico legato all'op art, al minimalismo e all'astrazione geometrica, ha costruito un'intera carriera dimostrando che la percezione non è un processo passivo, ma un'esperienza in continua trasformazione. Con l'inaugurazione del suo centesimo Skyspace, intitolato As Seen Below, realizzato presso il museo ARoS di Aarhus, in Danimarca, Turrell raggiunge un traguardo simbolico che conferma la straordinaria influenza della sua ricerca artistica.

As Seen Below Skyspace di James Turrell

Gli Skyspace rappresentano il nucleo più celebre della sua produzione. La loro struttura è apparentemente semplice, un ambiente architettonico, spesso a pianta circolare o quadrata, con un'apertura sul soffitto, un oculus, che incornicia una porzione di cielo. Eppure, ciò che accade all'interno di questi spazi sfugge a qualsiasi definizione convenzionale. Il cielo, normalmente percepito come infinito e distante, sembra trasformarsi in una superficie bidimensionale, quasi un dipinto sospeso. La luce naturale muta continuamente con il passare delle ore, delle stagioni e delle condizioni atmosferiche, rendendo ogni visita irripetibile.

As Seen Below Skyspace di James Turrell

L'installazione di Aarhus è tra le più monumentali della serie. La grande cupola, alta oltre quindici metri e larga circa quaranta, accoglie i visitatori in un ambiente essenziale dove ogni elemento superfluo è eliminato. L'attenzione si concentra esclusivamente sulla relazione tra spazio, luce e percezione. In particolari momenti della giornata, sofisticati sistemi di illuminazione artificiale producono delicati cambiamenti cromatici che dialogano con la luce naturale. Durante questi cambiamenti di colori, l'oculus può temporaneamente chiudersi e lo spazio viene immerso in intense tonalità luminose che modificano radicalmente il modo in cui il cielo e l'architettura vengono percepiti.

As Seen Below Skyspace di James Turrell

Turrell non utilizza la luce per illuminare le opere, la luce è l'opera stessa. Le sue installazioni mettono in discussione il nostro rapporto con la visione, dimostrando che ciò che vediamo è profondamente influenzato dal contesto e dai meccanismi del nostro cervello. Le variazioni cromatiche alterano la percezione dei colori del cielo, facendo apparire l'azzurro più intenso, il tramonto più vibrante o il buio della notte sorprendentemente materico.

As Seen Below Skyspace di James Turrell

Questa ricerca affonda le proprie radici tanto nell'arte quanto nella scienza. Formatosi in psicologia percettiva e affascinato dall'astronomia e dall'aviazione, Turrell esplora da decenni il modo in cui la mente costruisce la realtà visiva. Le sue opere creano le condizioni affinché lo spettatore diventi consapevole del proprio stesso atto di vedere.

martedì 30 giugno 2026

La dimensione poetica delle nuvole fantasma di Vorja Sánchez

Opera di Vorja Sánchez

L'arte ha spesso la capacità di trasformare il quotidiano in qualcosa di straordinario, rivelando ciò che normalmente sfugge al nostro sguardo. È proprio su questo confine tra realtà e immaginazione che si muove il lavoro dell'artista e illustratore spagnolo Vorja Sánchez, autore di immagini in cui il paesaggio naturale diventa il palcoscenico di apparizioni enigmatiche. Le sue fotografie, apparentemente serene, vengono invase da immense figure spettrali che sembrano precipitare dal cielo, avvolte in lunghe appendici filamentose che sfiorano montagne, campi e foreste.

Opera di Vorja Sánchez

L'intervento artistico di Sánchez nasce dalla combinazione tra fotografia e illustrazione digitale. Le sue creature non sono semplici mostri o fantasmi, ma presenze sospese tra il mondo organico e quello onirico. Ricordano nuvole, ma danno vita a un immaginario che attinge tanto al surrealismo quanto alla fantascienza. La loro monumentalità contrasta con la tranquillità dei paesaggi: escursionisti, greggi o animali continuano le proprie attività ignari delle gigantesche entità che incombono sopra di loro.

Opera di Vorja Sánchez

Questa scelta narrativa produce un effetto sorprendente. Lo spettatore osserva dapprima una fotografia familiare, poi scopre lentamente l'intruso, una forma impossibile che altera completamente la percezione della scena. È un procedimento che richiama il concetto del perturbante, teorizzato da Sigmund Freud, qualcosa che appare al tempo stesso estraneo e incredibilmente familiare, capace di suscitare meraviglia e inquietudine.

Opera di Vorja Sánchez

Le opere di Sánchez, visibili anche sul suo profilo Instagram, dialogano anche con una lunga tradizione artistica. Dai paesaggi visionari di Hieronymus Bosch alle atmosfere metafisiche di Giorgio de Chirico, fino alle creature fantastiche della cultura contemporanea, il suo lavoro dimostra come il paesaggio possa diventare il luogo privilegiato dell'immaginazione. Tuttavia, anziché rappresentare mondi completamente inventati, l'artista interviene sulla realtà, suggerendo che il fantastico possa celarsi proprio dietro ciò che osserviamo ogni giorno.

Opera di Vorja Sánchez

Vorja Sánchez dimostra come fotografia e illustrazione possano fondersi in un linguaggio capace di sorprendere e far sognare. Nei suoi paesaggi abitati da nuvole fantasma, la realtà non viene negata, ma arricchita da una dimensione poetica che invita a guardare il mondo con occhi diversi, immaginando che, appena oltre l'orizzonte o nascosta tra le nuvole, possa ancora esistere una forma di meraviglia.