domenica 30 agosto 2026

Il telescopio spaziale Hubble da costruire coi mattoncini LEGO

Il telescopio spaziale Hubble di LEGO
Il telescopio spaziale Hubble di LEGO

Il telescopio spaziale Hubble è molto più di uno strumento scientifico è una delle macchine che hanno cambiato il nostro modo di immaginare l'universo. Dal 1990 Hubble ha prodotto immagini spettacolari di nebulose, galassie, ammassi stellari e fenomeni cosmici lontanissimi, contribuendo a trasformare l'astronomia in un'esperienza visiva accessibile a milioni di persone.

Il telescopio spaziale Hubble di LEGO
Il telescopio spaziale Hubble di LEGO

Il set LEGO Icons Telescopio spaziale Hubble porta questa straordinaria storia scientifica nel mondo della costruzione. Con i suoi 1.252 pezzi, il modello propone una piccola esplorazione della sua complessa architettura. I pannelli esterni possono essere rimossi per mostrare il vano strumenti, mentre giroscopi e specchi primari e secondari ricordano che dietro quelle immagini apparentemente semplici si nasconde una macchina estremamente sofisticata.

Il telescopio spaziale Hubble di LEGO
Il telescopio spaziale Hubble di LEGO

Pannelli solari e antenne orientabili, portello apribile e supporto espositivo completano una replica pensata tanto per essere costruita quanto per essere osservata. La presenza della piccola figura di astronauta introduce inoltre un elemento di scala che permette di percepire meglio le dimensioni imponenti dell'originale.

Il telescopio spaziale Hubble di LEGO
Il telescopio spaziale Hubble di LEGO

Il fascino del modello deriva soprattutto dal particolare rapporto tra scienza, memoria e cultura popolare. Hubble è diventato infatti una sorta di ambasciatore dell'astronomia moderna, le sue fotografie hanno reso familiari oggetti che nessun essere umano potrebbe vedere direttamente e hanno trasformato concetti scientifici complessi in immagini capaci di suscitare meraviglia.

sabato 29 agosto 2026

Art Society di Mitch Wallace quando il collezionismo d'arte diventa un gioco da tavolo

Art Society di Mitch Wallace
Art Society di Mitch Wallace

Che cosa significa costruire una grande collezione d'arte? Non soltanto possedere opere prestigiose, ma saperle scegliere, valorizzare e soprattutto mettere in relazione tra loro. È proprio questa idea a essere trasformata in meccanica ludica da Art Society, il gioco da tavolo ideato da Mitch Wallace, pubblicato da Mighty Boards e distribuito in Italia da Giochi Uniti.

Il giocatore veste i panni di un collezionista impegnato a creare la quadreria più prestigiosa e armoniosa possibile. Il cuore della partita è un'asta a offerte segrete. Ogni partecipante decide quanto è disposto a spendere per conquistare le opere disponibili, sapendo però che il quadro rimasto escluso finirà nel museo e contribuirà a modificare il valore delle diverse categorie di dipinti. È un meccanismo elegante perché trasforma ogni acquisto in una scelta a doppio rischio, spendere troppo potrebbe compromettere le mosse successive, ma rinunciare all'opera desiderata potrebbe consegnarla proprio all'avversario.

Art Society di Mitch Wallace
Art Society di Mitch Wallace

Una volta acquistate, le opere devono essere disposte sulla propria parete seguendo precise regole di adiacenza. La disposizione diventa così importante quanto il collezionismo, cornici uguali producono bonus, mentre dipinti dello stesso genere collocati uno accanto all'altro possono annullare il punteggio. La parete si trasforma progressivamente in una sorta di puzzle artistico nel quale ogni nuova tessera condiziona quelle successive. Le tessere aggiungono un ulteriore livello di divertimento in quanto riproducono, in forma ironica e parodistica, celebri opere della storia dell'arte, trasformando il riconoscimento dei riferimenti in una sorta di caccia culturale.

Art Society di Mitch Wallace
Art Society di Mitch Wallace

Alla fine, la quadreria migliore non sarà necessariamente quella con i dipinti più belli, ma quella in cui estetica e strategia riusciranno a trovare il loro fragile equilibrio.
Art Society ci dimostra che arte e gioco da tavolo possono dialogare sorprendentemente bene perché collezionare, scegliere, accostare e attribuire valore alle immagini sono, in fondo, attività ludiche molto prima di diventare attività economiche o culturali.

martedì 11 agosto 2026

Centrotavola di Ferragosto 2026

Centrotavola di Ferragosto 2026 realizzato da TulipanoRosa

Tra pochi giorni è Ferragosto e quindi ho dovuto pensare al Centrotavola. Non volevo rifarlo a tema mare come le altre volte, così mi è venuto in mente di usare la paperina perchè forse non tutti lo sanno, ma alla foce del torrente Letimbro, il fiume che scorre nel cuore di Savona dalla collina del Santuario della Madonna della Misericordia sino al mare, c'è un'oasi faunistica di uccelli migratori. Sono così belli da vedere soprattutto quando le "mamme" portano i cucciolini a fare delle nuotare tra le piccole isole di verde e di canne.

Occorrente

Coroncina di vimini diametro cm. 22
Papera di ceramica
Nastro di juta beige lungo cm. 90; alto cm.2,5
Fiori azzurri 4
Mazzolini di fiorellini bianco-azzurri 12
Rametti color mattone 15
Rametti di foglioline 4
Colla a caldo

Esecuzione

Guardando la paperina, che mi teneva d'occhio, ho iniziato a passare il nastro di juta attorno alla coroncina e con la colla a caldo l'ho fissata ben tesa.
Ho poi iniziato a dividere i mazzetti di fiorellini bianco-azzurri e i rametti di foglioline color mattone. Con la colla a caldo ho iniziato a fissarli attorno alla corona assieme ai rametti di foglioline e ai 4 fiori azzurri lasciando uno spazio per inserirvi la papera.
Grazie all'amico, tra le altre cose fotografo, Tiziano Caviglia, che ancora una volta disponibile e con la consueta bravura, ha scattato la foto al mio Centrotavola di Ferragosto, posso farvi vedere il mio nuovo lavoro.
Ricordo a voi tutti che se lo gradite potete trovare altre idee per realizzare un vostro centrotavola cliccando su Album Fotografico, ma anche sulle mie pagine Instagram e Pinterest dove troverete tutti i Centrotavola da me realizzati per le varie occasioni.
Auguro a Tiziano e a tutti voi di trascorrere un divertente e auguriamoci non rovente, Ferragosto con chiunque vogliate e mi permetto ancora di ricordarvi di stare all'ombra, vestirvi leggeri, ma con stile e di bere! Acqua s'intende!

domenica 9 agosto 2026

Il vetro prende vita sotto le cloche di Amber Cowan

Swans in Delphite and Rosalene di Amber Cowan
"Swans in Delphite and Rosalene"

Nelle opere di Amber Cowan, il vetro sembra perdere la propria natura rigida e trasformarsi in qualcosa di organico, quasi vivente. Per le sue elaborate composizioni realizzate con la tecnica del flameworking, l'artista statunitense, che abbiamo imparato ad apprezzare in tutti questi anni, compone piccoli universi fantastici nei quali fiori, arabeschi, foglie, animali, filigrane e forme decorative si accumulano fino a creare scenari che sembrano usciti da una fiaba.

Pheasants in Shell di Amber Cowan
"Pheasants in Shell"

Una delle caratteristiche più interessanti del lavoro di Cowan è però la provenienza della materia. L'artista utilizza soprattutto scarti industriali, oggetti antichi, frammenti e vetri fuori produzione. Sono materiali che normalmente appartengono alla categoria degli avanzi, destinati a essere dimenticati o smaltiti. Cowan li recupera invece per trasformarli in qualcosa di completamente nuovo.

Bunny Resting in Chocolate di Amber Cowan
"Bunny Resting in Chocolate"

Questa scelta introduce nella sua arte una dimensione quasi archeologica, come racconta Colossal. I colori e le forme che utilizza appartengono spesso a produzioni del passato e non sono più disponibili sul mercato. Ogni frammento porta quindi con sé una piccola storia industriale, è il residuo di un oggetto che un tempo aveva una funzione, un'estetica e un pubblico. Nelle mani dell'artista, quella storia non viene cancellata, ma incorporata in una nuova narrazione.

Strawberries and Mandarin in Sky di Amber Cowan
"Strawberries and Mandarin in Sky"

Il flameworking permette a Cowan di modellare il vetro direttamente alla fiamma, intervenendo con estrema precisione sulla materia. È un processo lento e manuale che richiede controllo, pazienza e una profonda conoscenza delle reazioni del materiale. Gli elementi vengono poi assemblati in composizioni densissime, nelle quali è spesso difficile distinguere il singolo frammento dall'insieme.

Summer Cloche in Jade di Amber Cowan
"Summer Cloche in Jade"

Recentemente Cowan ha portato questa ricerca anche verso cloche e coupe, contenitori tradizionalmente associati alla conservazione e all'esposizione di oggetti preziosi. Sotto queste campane di vetro le sue composizioni assumono quasi l'aspetto di esemplari da museo o di reliquie provenienti da un mondo immaginario. La cloche diventa contemporaneamente una teca, una protezione e una cornice narrativa. Come si può ammirare sul suo profilo Instagram.

Bittersweet and Lemon di Amber Cowan
"Bittersweet and Lemon"

C'è dunque qualcosa di profondamente poetico nel lavoro di Amber Cowan, ciò che era stato prodotto in serie e poi scartato viene trasformato in un'opera irripetibile. Un frammento dimenticato può diventare un fiore, un fiore può diventare parte di un giardino impossibile e quel giardino può, a sua volta, diventare il frammento di una storia ancora più grande.

lunedì 27 luglio 2026

Saya Irie riutilizza gli scarti delle gomme per cancellare per creare spettacolari sculture di uccelli

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Nel mondo dell'arte gli strumenti hanno spesso un ruolo silenzioso, il pennello, la matita, il foglio, la gomma per cancellare. Quest'ultima è tradizionalmente associata all'errore, alla correzione, a ciò che deve scomparire. L'artista giapponese Saya Irie ribalta completamente questa prospettiva, trasformando gli scarti della cancellazione nella materia prima delle sue opere. Le minuscole briciole lasciate dalla gomma, normalmente destinate al cestino, diventano così il punto di partenza di un processo creativo che riflette sul rapporto tra memoria, distruzione e rinascita.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

La serie Indiana Bird Dust, che si può ammirare anche su Instagram, nasce da un gesto tanto semplice quanto sorprendente. Irie acquista un vecchio libro illustrato dedicato agli uccelli del Midwest americano e, invece di limitarsi a contemplarne le immagini, decide di cancellarle completamente. Le figure bidimensionali scompaiono dalla carta sotto l'azione della gomma, ma la loro "polvere" colorata viene accuratamente raccolta e riutilizzata per ricostruire gli stessi animali sotto forma di minuscole sculture tridimensionali.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Il risultato è un'opera che vive di un affascinante paradosso, per creare è necessario distruggere. Ogni uccello nasce dalla cancellazione della propria immagine originaria, come se il gesto apparentemente irreversibile dell'eliminazione contenesse già il seme di una nuova esistenza. Le sculture riprendono fedelmente colori e caratteristiche degli esemplari illustrati nel libro, ma introducono leggere variazioni: un diverso movimento del corpo, una bacca nel becco, una foglia raccolta durante il volo. Piccoli dettagli che suggeriscono come ogni ricordo, nel momento in cui viene ricostruito, cambi inevitabilmente forma.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Questa riflessione richiama un tema centrale dell'arte contemporanea ovvero il valore della trasformazione. Da Marcel Duchamp agli artisti dell'Arte Povera, fino alle pratiche del riciclo creativo e della sostenibilità, numerosi autori hanno dimostrato che materiali apparentemente privi di valore possono acquisire nuovi significati attraverso il processo artistico. Saya Irie compie un passo ulteriore, perché non recupera semplicemente uno scarto: recupera il residuo di un'immagine cancellata, trasformando la perdita stessa in un atto creativo.

Indiana Bird Dust di Saya Irie

Le sue opere parlano anche del funzionamento della memoria. I ricordi non sono fotografie immutabili, ma immagini che vengono continuamente riscritte ogni volta che le richiamiamo alla mente. Allo stesso modo, gli uccelli di Indiana Bird Dust non sono copie delle illustrazioni originali, bensì nuove interpretazioni nate proprio dalla loro scomparsa. La cancellazione non rappresenta quindi la fine dell'immagine, ma la condizione necessaria affinché possa rinascere in una forma diversa.

sabato 25 luglio 2026

Il Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson si ispira alla posizione del Sole durante il solstizio d'estate

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

L'arte pubblica può trasformare uno spazio urbano in un luogo di contemplazione, di incontro e persino di orientamento. È questa l'idea alla base del Long Daylight Pavilion, l'installazione site-specific realizzata da Olafur Eliasson sul lungomare di Kruunuvuorenranta, a Helsinki. Come molte delle opere dell'artista danese-islandese, il progetto nasce dall'incontro tra fenomeni naturali, percezione umana e architettura, invitando il visitatore a osservare il paesaggio con occhi nuovi.

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

L'opera si ispira alla posizione del Sole durante il solstizio d'estate, un evento particolarmente significativo alle alte latitudini della Finlandia, dove le giornate sembrano non finire mai. Ventiquattro pali metallici, disposti direttamente sulla roccia del waterfront, descrivono l'arco compiuto dal Sole nel cielo di Helsinki: il palo più basso corrisponde al punto in cui l'astro raggiunge la minima altezza, mentre quello più elevato ne indica lo zenit. Insieme, gli elementi formano un grande anello che funziona come una sorta di "compasso solare", capace di rendere visibile un movimento celeste normalmente percepito solo attraverso il trascorrere del tempo.

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

Con il calare della sera, l'installazione cambia volto. All'interno dei pali si accendono lanterne caratterizzate da aperture romboidali che proiettano punti di luce, trasformando la struttura in un segno luminoso visibile dal mare e dalla città. A seconda del punto di osservazione, l'opera appare come una sequenza di ellissi luminose oppure come un unico anello sospeso nello spazio, instaurando un dialogo continuo tra prospettiva, luce e paesaggio.

Long Daylight Pavilion di Olafur Eliasson

Questo rapporto tra natura e percezione è al centro della ricerca artistica di Olafur Eliasson. Dalle cascate artificiali alle installazioni che utilizzano nebbia, ghiaccio, riflessi e luce, il suo lavoro invita il pubblico a prendere coscienza dei fenomeni naturali e del modo in cui li interpretiamo.

giovedì 23 luglio 2026

Blooms le decorazioni floreali per adulti di Play-Doh

Blooms di Play-Doh

Per oltre settant'anni il Play-Doh di Hasbro è stato sinonimo di creatività infantile, un materiale capace di trasformare l'immaginazione dei bambini in forme, animali e piccoli mondi colorati. Oggi, però, il celebre composto modellabile apre un nuovo capitolo della sua storia rivolgendosi agli adulti con Blooms by Play-Doh, una linea di kit che permette di realizzare eleganti composizioni floreali decorative. È un cambiamento che riflette una tendenza sempre più diffusa, riscoprire il valore del lavoro manuale come strumento di benessere, concentrazione ed espressione personale.

Blooms di Play-Doh

L'idea nasce dalla consapevolezza che la creatività non appartiene soltanto all'infanzia. Anzi, nell'età adulta può diventare un prezioso antidoto alla frenesia quotidiana. Modellare, plasmare e costruire con le proprie mani favorisce uno stato di rilassamento simile alla meditazione che riduce lo stress.

Blooms di Play-Doh

La collezione, come ci mostra My Modern Met, comprende quattro diversi kit pensati per realizzare mazzi di fiori dall'aspetto sorprendentemente realistico. I set più completi consentono di creare fino a venti fiori grazie a strumenti specifici per modellare petali, steli e fogliame, oltre a una particolare pasta profumata ai fiori e a uno spray finale che preserva la forma delle creazioni. I kit più piccoli, invece, offrono tutto il necessario per realizzare composizioni più compatte, accompagnate da istruzioni dettagliate che rendono l'esperienza accessibile anche ai principianti.

Blooms di Play-Doh

L'interesse di questa iniziativa va oltre il semplice hobby. Negli ultimi anni il mercato del cosiddetto creative wellness è cresciuto rapidamente, alimentato dal desiderio di dedicare tempo ad attività manuali come il ricamo, la ceramica, il modellismo, la calligrafia o la pittura. In un'epoca dominata dagli schermi, lavorare con materiali fisici restituisce una dimensione tattile che molti avevano dimenticato.

Blooms di Play-Doh

Anche il design domestico entra in gioco. I bouquet realizzati con Play-Doh non sono pensati come semplici giocattoli, ma come piccoli oggetti decorativi destinati a durare nel tempo, trasformando un'attività creativa in un elemento d'arredo. È un modo originale per coniugare artigianato, decorazione e soddisfazione personale, senza il timore che i fiori appassiscano dopo pochi giorni.