
La ceramista Lisa Agnetun dà forma a una popolazione di minuscoli fantasmi che sembrano usciti da una fiaba gotica, ma hanno ben poco di spaventoso. Avvolte in sagome che ricordano i tradizionali lenzuoli dei fantasmi, le sue opere si distinguono per personalità, espressioni e superfici sempre diverse. L'aspetto può essere opaco e discreto, oppure vivace e punteggiato di colori; alcune figure presentano smalti screpolati, altre sono segnate da fratture riparate con luminose linee dorate.

Agnetun lavora con diversi tipi di argilla, sperimentando temperature di cottura e smalti differenti, come si può ammirare sul suo profilo Instagram. Il risultato è una serie di sculture in miniatura che condividono una forma riconoscibile, ma non sono mai identiche. Come racconta l'artista, i suoi fantasmi sono cambiati nel tempo, sono diventati un po' più corpulenti e hanno occhi più grandi. Piccole variazioni che, anziché indebolire il modello, rendono ogni personaggio più espressivo e individuale.

Particolarmente suggestivo è il ricorso al kintsugi, la pratica giapponese associata alla riparazione di ceramiche rotte attraverso giunzioni che rendono visibili le fratture, tradizionalmente valorizzate con l'oro. Come ci ricorda Colossal, nelle opere di Agnetun le crepe dorate trasformano la rottura in un elemento estetico, non cancellano il danno, ma lo rendono parte della storia dell'oggetto. È un richiamo a una sensibilità che vede nell'imperfezione una traccia del tempo e dell'esperienza.

L'idea acquista un'ironia particolare quando viene applicata ai fantasmi. Tradizionalmente legati all'aldilà questi piccoli spettri di ceramica diventano oggetti teneri, quasi domestici, destinati a perdurare.
Buon Halloween a tutti!



























