lunedì 21 marzo 2011

Gli ultimi istanti di vita di Knut



Nel filmato si nota come Knut abbia difficoltà ad appoggiare la zampa posteriore sinistra, infatti continua a sollevarla in modo anormale mentre gira su se stesso senza posa e chi era presente ha affermato che a questo punto ha lanciato un forte urlo da far gelare il sangue e poi scosso da un forte tremito, quasi delle convulsioni, si sbilancia e cadere in acqua da dove non riemerge.

Non è stato ancora chiarito il perché di questa morte precoce, ben sapendo che gli orsi polari possono vivere fino a 15-20 anni e più a lungo in cattività; ci sono naturalmente varie ipotesi tra le quali che sia stato avvelenato da qualcosa gettato dai visitatori nel suo recinto o che sia morto di crepacuore o per lo stress provocato dal bullismo delle tre femmine Tosca, Nancy e Katjuscha con le quali i responsabili lo avevano collocato, o che la sua morte sia stata provocata da un ictus.

Ai bambini quando viene a mancare un animale a cui erano affezionati si racconta che ora sono nel paradiso degli animali, ma anche gli adulti hanno bisogno di tenere favolette a volte, quindi possiamo raccontarci che forse Knut ora ha ritrovato il suo "padre" umano, il custode Thomas Doerflein e con lui la serenità.

1 commento:

margheitin ha detto...

povero Knut che vita triste la sua, in mezzo ai cancelli, col ghiaccio di cemento, col cibo pronto, costretto a fare quello che gli umani decidevano per lui, lui che era un orso non un giocattolo, lui che avrebbe voluto fare i buchi nel ghiaccio per procurarsi il cibo, lui che sognava corse e ruzzoloni nella neve e la lunga notte polare senza lampadine per poter dormire tanto..... e filmato anche mentre muore..... si raccontiamoci pure la favoletta del paradiso degli animali e sopratutto illudiamoci di essere perdonati! Scusa forse dovevo ripassare un altro giorno