Che cosa significa costruire una grande collezione d'arte? Non soltanto possedere opere prestigiose, ma saperle scegliere, valorizzare e soprattutto mettere in relazione tra loro. È proprio questa idea a essere trasformata in meccanica ludica da Art Society, il gioco da tavolo ideato da Mitch Wallace, pubblicato da Mighty Boards e distribuito in Italia da Giochi Uniti.
Il giocatore veste i panni di un collezionista impegnato a creare la quadreria più prestigiosa e armoniosa possibile. Il cuore della partita è un'asta a offerte segrete. Ogni partecipante decide quanto è disposto a spendere per conquistare le opere disponibili, sapendo però che il quadro rimasto escluso finirà nel museo e contribuirà a modificare il valore delle diverse categorie di dipinti. È un meccanismo elegante perché trasforma ogni acquisto in una scelta a doppio rischio, spendere troppo potrebbe compromettere le mosse successive, ma rinunciare all'opera desiderata potrebbe consegnarla proprio all'avversario.
Una volta acquistate, le opere devono essere disposte sulla propria parete seguendo precise regole di adiacenza. La disposizione diventa così importante quanto il collezionismo, cornici uguali producono bonus, mentre dipinti dello stesso genere collocati uno accanto all'altro possono annullare il punteggio. La parete si trasforma progressivamente in una sorta di puzzle artistico nel quale ogni nuova tessera condiziona quelle successive. Le tessere aggiungono un ulteriore livello di divertimento in quanto riproducono, in forma ironica e parodistica, celebri opere della storia dell'arte, trasformando il riconoscimento dei riferimenti in una sorta di caccia culturale.
Alla fine, la quadreria migliore non sarà necessariamente quella con i dipinti più belli, ma quella in cui estetica e strategia riusciranno a trovare il loro fragile equilibrio.
Art Society ci dimostra che arte e gioco da tavolo possono dialogare sorprendentemente bene perché collezionare, scegliere, accostare e attribuire valore alle immagini sono, in fondo, attività ludiche molto prima di diventare attività economiche o culturali.




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