
Nel mondo dell'arte gli strumenti hanno spesso un ruolo silenzioso, il pennello, la matita, il foglio, la gomma per cancellare. Quest'ultima è tradizionalmente associata all'errore, alla correzione, a ciò che deve scomparire. L'artista giapponese Saya Irie ribalta completamente questa prospettiva, trasformando gli scarti della cancellazione nella materia prima delle sue opere. Le minuscole briciole lasciate dalla gomma, normalmente destinate al cestino, diventano così il punto di partenza di un processo creativo che riflette sul rapporto tra memoria, distruzione e rinascita.

La serie Indiana Bird Dust, che si può ammirare anche su Instagram, nasce da un gesto tanto semplice quanto sorprendente. Irie acquista un vecchio libro illustrato dedicato agli uccelli del Midwest americano e, invece di limitarsi a contemplarne le immagini, decide di cancellarle completamente. Le figure bidimensionali scompaiono dalla carta sotto l'azione della gomma, ma la loro "polvere" colorata viene accuratamente raccolta e riutilizzata per ricostruire gli stessi animali sotto forma di minuscole sculture tridimensionali.

Il risultato è un'opera che vive di un affascinante paradosso, per creare è necessario distruggere. Ogni uccello nasce dalla cancellazione della propria immagine originaria, come se il gesto apparentemente irreversibile dell'eliminazione contenesse già il seme di una nuova esistenza. Le sculture riprendono fedelmente colori e caratteristiche degli esemplari illustrati nel libro, ma introducono leggere variazioni: un diverso movimento del corpo, una bacca nel becco, una foglia raccolta durante il volo. Piccoli dettagli che suggeriscono come ogni ricordo, nel momento in cui viene ricostruito, cambi inevitabilmente forma.

Questa riflessione richiama un tema centrale dell'arte contemporanea ovvero il valore della trasformazione. Da Marcel Duchamp agli artisti dell'Arte Povera, fino alle pratiche del riciclo creativo e della sostenibilità, numerosi autori hanno dimostrato che materiali apparentemente privi di valore possono acquisire nuovi significati attraverso il processo artistico. Saya Irie compie un passo ulteriore, perché non recupera semplicemente uno scarto: recupera il residuo di un'immagine cancellata, trasformando la perdita stessa in un atto creativo.

Le sue opere parlano anche del funzionamento della memoria. I ricordi non sono fotografie immutabili, ma immagini che vengono continuamente riscritte ogni volta che le richiamiamo alla mente. Allo stesso modo, gli uccelli di Indiana Bird Dust non sono copie delle illustrazioni originali, bensì nuove interpretazioni nate proprio dalla loro scomparsa. La cancellazione non rappresenta quindi la fine dell'immagine, ma la condizione necessaria affinché possa rinascere in una forma diversa.




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