domenica 25 aprile 2010

Hawking e gli alieni

Le parole di Stephen Hawking, matematico e astrofisico britannico, fra i più importanti e conosciuti del mondo, su un eventuale incontro ravvicinato con ipotetici alieni, non mi hanno creato granchè timore.
Sicuramente lui ha una visione diversa degli esseri umani perchè è inglese, ma noi italiani possiamo integrarci benissimo con gli alieni, siamo Borg.
I Borg sono degli umanoidi provenienti da differenti razze, catturati e modificati attraverso impianti cibernetici che hanno potenziato le loro capacità fisiche e mentali, ma che hanno anche annullato la loro volontà individuale.
Ovviamente per noi non sono state necessarie le modifiche, plasmiamo automaticamente la nostra "struttura collettiva" appena il nostro "re Borg" appare.
La tesi sostenuta da Hawking, che in un universo con cento miliardi di galassie, ciascuna contenente centinaia di milioni di stelle, la Terra sia l'unico luogo dove si sia evoluta la vita, ci porta a considerare che forse ha ragione: chissà dove, esistono altri esseri viventi, capaci di attraversare infiniti spazi e giungere sino a noi.
Sì, forse potrebbero essere pericolosi per la razza umana se avessero bisogno delle nostre risorse, ma continuo a pensare che se davvero esistono, avrebbero potuto darci una voce.
Forse gli avvistamenti che qualcuno di noi fa ogni tanto sono realmente visitatori dello spazio che passano sulle nostre teste e inglobano lo "scibile" in esse contenuto... e sai le risate!

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